24 settembre 2023
Uscire dalla competizione
17 settembre 2023
Una piccola galleria degli orrori: le chat dei genitori
- il superorganizzato: sa sempre prima di tutti orari, libri da portare, nomi dei docenti, pettegolezzi su tutto il personale scolastico, soldi da raccogliere, iniziative a cui partecipare. Ogni tanto ti viene da chiederti se lui o lei abbia una vita al di fuori della chat o sia una sorta di Intelligenza artificiale creata solo per rispondere ad ogni esigenza dei genitori, sopratutto quelli più ansiosi.
- L'ansioso: il 16 agosto chiede se la maestra Pinuccia ha già comunicato se il quaderno deve essere a righe o a quadretti e se qualcuno ha già trovato il libro di scienze; il 20 settembre si preoccupa del regalo di Natale agli insegnanti, a Natale si preoccupa per il regalo di Pasqua e a Pasqua per il regalo di fine anno. Così in un loop infinito che avrebbe bisogno solo di una cosa per concludersi: xanax.
- Il boomer: ha sempre un’immagine (solitamente orrida, supercolorata e con almeno una scritta fatta con word art) per augurare buongiorno, buonanotte, buona domenica, buon onomastico e così via. Praticamente è la versione irritante dell’almanacco del giorno dopo.
- Il P.R.: “Andiamo a mangiare una pizza?” “Portiamo i bambini a prendere un gelato?” “Chi c’è oggi al parco?”. Crea sondaggi su whatsapp come un Renato Mannheimer qualunque che vanno rigorosamente deserti, o al massimo ricevono una risposta da qualcuno che non aveva ancora inforcato gli occhiali prima di leggere i messaggi su whatsapp ed ha premuto un tasto a caso.
- Il tuttologo: è esperto di ogni campo dello scibile umano. Conosce la legislazione scolastica, l'orario delle classi di tutta la scuola, i nomi dei cani degli insegnanti e il numero di scarpe. Non è dato conoscere la fonte delle sue conoscenze, ma alla fine diventa come l'oracolo di Apollo: tutti si rivolgono a lui con cieca fiducia, pronti anche a fondare una nuova religione che lo venera come unica divinità.
- Il creatore di sottogruppi: visto che non basta la chat principale, con un certo grado di sadismo e con un fare losco, quasi massonico, c'è sempre il genitore che crea gruppi paralleli. Come una sorta di deep web, in questi meandri oscuri, con strettissima selezione all'ingresso, il creatore di sottogruppi organizza aperitivi (o più probabilmente - ho i brividi al solo scriverlo - apericene) segreti, ma soprattutto crea un luogo in cui commentare in modo malefico i messaggi degli altri genitori, o i loro outfit - certe volte effettivamente imbarazzanti - per andare ad accompagnare i pargoli a scuola. Controindicazioni: si rischia di mandare un messaggio su una chat sbagliata, creando un casino mostruoso che potrebbe rendere orgoglioso il buon Putin.
- Lo sgrammaticato: ha una media di 5 errori ogni due parole, abbonda con i puntini di sospensione, scrive come se fosse Max Pezzali sotto anfetamine negli anni ‘90 (xk, cmq, mi disp, qst, qll)
- Il vispo: qualcuno pone la domanda Ma per domani quali pagina di storia bisogna studiare? Gianfilippo non lo ha segnato. HELP. Il vispo, che improvvisamente si riscuote dal suo torpore e si rende conto che esiste una chat dei genitori e che lui ne fa parte, inizia a leggere tutti i messaggi e a rispondere compulsivamente (spesso con un utilissimo non lo so) anche a messaggi di tre mesi prima. Se fa uno sforzo, riesce anche a capire che le persone che lui trova davanti a scuola e che si sbracciano all'uscita dei pargoli, non sono figuranti di una pubblicità di deodoranti, ma sono altri genitori come lui. Ma questo è già un livello successivo di comprensione.
- Il buono e il cattivo: come Yin e Yang, poliziotto buono e poliziotto cattivo, proteine e carboidrati, per mantenere l'equilibrio c'è bisogno dei due opposti anche nelle chat. C'è chi sparge veleno indifferentemente su chiunque (insegnanti, sistema scolastico, ministro, Papa, Dio) e, a fare da contraltare, chi, con la sua costante buona parola per tutto e tutti, farebbe apparire Heidi una temibilissima bulla di quartiere. Senza l'uno non può esserci l'altro, pena lo sconvolgimento dell'ordine, caos, morte e distruzione.
10 settembre 2023
Ma esistono amori facili? (Spoiler: No)
03 settembre 2023
Le cose che ho imparato questa estate
- Lei che bacia lui che bacia lei che bacia me si vedono solo frequentando locali per scambisti
- Aver tempo per leggere ti fa venire voglia di leggere ancora di più. Non avere tempo per leggere crea un'enorme frustrazione
- Le beatificazioni post mortem sono ridicole quanto inutili
- Le fragole solo con la panna e lo champagne, altrimenti non sei nessuno.
- I treni che vanno da Roma a Foggia fermano a Benevento e sono infestati dalla presenza di Lanzichenecchi che disturbano i distinti signori vestiti di blu che leggono Proust
- In fondo, Cappuccetto Rosso, andando nel bosco, un po' se l'è cercata
- Alcune lontananze avvicinano; altre lontananze ti permettono di considerare le cose alla giusta distanza e dare il giusto peso a persone, sentimenti, situazioni
- Questa non è Ibiza
- Sembra che pubblicare uno scontrino ti renda un rispettatissimo Robin Hood in grado di ripristinare la giustizia sociale
- Morgan si sta piano piano trasformando in Vittorio Sgarbi
- Per ottenere un facile successo editoriale è sufficiente esprimere - in un italiano anche un po’ stentato - un po’ di concetti omofobi e razzisti, facendosi poi passare per vittima di censura da parte del pensiero unico e dei poteri forti
- I cantanti preferiti dall'utente medio dei social sono indubbiamente Sinéad o' Connor e Toto Cutugno
- Non ci fai una gran figura se lasci la promessa sposa spiattellando davanti a tutti i suoi tradimenti ma augurandole ugualmente una buona vita
- Se non facciamo attenzione, Pino Insegno fra poco prenderà il nostro posto anche nel letto
- Uno dei problemi che assilla maggiormente le persone è il tappo della bottiglia di plastica che non si stacca.
- (Questa è per pochi) Se pianti un seme di carota, abbi pazienza e vedrai la pianta crescere, anche quando tutti gli altri ti diranno che la pianta non crescerà
- I panzerotti, quelli pugliesi, andrebbero tutelati come patrimonio dell'Umanità
- Con l'avanzare dell'età apprezzo sempre di più il silenzio
- Cher (ma non solo lei) usa l'autotune, ma se si stacca sono guai seri
- Di alcuni morti siamo tutti eredi: sta solo a noi far nostro il patrimonio lasciato e cercare di dividerlo e moltiplicarlo
- Gianni Morandi ha scritto “Uno su mille” pensando alle piante di basilico lasciate da sole in casa durante l’estate
- Settembre, accompagnato dalla sua adorabile nostalgia, prima o poi arriva e quest'anno ha portato con sé un gioiello: la nuova canzone di Brunori.
27 agosto 2023
Scomparse (ovvero un consiglio su un libro e su un podcast)
16 agosto 2023
Tre ciotole (e il disgusto per il cordoglio social)
“È una scrittrice mediocre, ma comunque RIP”.
È uno dei tanti, irritanti messaggi che hanno riempito i social dopo la morte di Michela Murgia.
Un pietismo fastidioso, una partecipazione esibita solo per dire “io c’ero” ma totalmente privi di significato e di sentimento, espressi soprattutto da chi ha colto l’occasione per vomitare ancora un po’ di veleno, sentendosi però assolto dal “la terra ti sia lieve” scritto al termine di un post fatto di accuse generiche e offese gratuite.
Il fastidio fisico che ho provato leggendo tutti questi messaggi mi ha spinto a fare l’unica cosa che, per me, ha avuto senso.
L’ho comprato appena uscito, ma per leggere “Tre ciotole” ho aspettato il momento giusto, cioè il momento del suo cambio di stagione, citando il titolo dell’ultimo dei dodici racconti che costituiscono il libro.
A parte il pugno dello stomaco del primo racconto (“Espressione intraducibile”) che funge da chiave di lettura di tutto il libro perché dà la cifra di quanto ogni racconto sia calato nella realtà e dalla realtà tragga ragione di esistere, ho trovato una scrittura precisa, senza fronzoli ma mai banale con in più l’idea suggestiva dei racconti che si richiamano tra loro per piccoli o grandi particolari, come succede, ad esempio, nella serie “Black mirror”. I punti di vista opposti dei fidanzati che si lasciano sono raccontati in “Il senso della nausea” e in “Ricalcolo percorso”; il dramma privato del dottore che nel già citato “Espressione intraducibile” dà alla sua paziente la diagnosi di neoplasia al rene è ripercorso in “Volto non riconosciuto”.
Murgia sa definire con pochi tratti figure forti che si imprimono nella mente del lettore come la primipara attempata che odia i bambini (e ne spiega i motivi) di “Utero in affido” o le diversissime madri delle due adolescenti interdipendenti ed autolesioniste di “Grazie dei fiori”.
E non sono riuscito a non sentire un inestricabile nodo in gola leggendo l’ultimo racconto in cui si parla di vestiti appesi ad alberi e regalati agli amici, vestiti appartenuti ad una persona che non c’è più.
La risposta migliore al commento “È una scrittrice mediocre, ma comunque RIP” la prendo in prestito dalla chiusura di uno dei racconti: “Le cose che non possono essere nascoste non sono tre, ma quattro: uno starnuto, la bellezza, la povertà e il fatto che uno è una merda”.
Una sola parola: gratitudine.
Franco Battiato, Testamento
11 agosto 2023
Se i gatti scomparissero dal mondo
Immaginate per un attimo di aver appena avuto una diagnosi che vi lascia poco tempo da vivere.
Immaginatevi soli e disperati.
Fastidio
Io non so più cos'è normale o un'allucinazione se sono matta io. Non è che voglia litigare ma ho come l'impressione di non poter...
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La conosco da ormai quattro anni, V., da prima che arrivasse nella mia scuola. Avevo fatto un breve corso di introduzione al latino per raga...
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Amo il silenzio della domenica mattina, il buio, il caffè bevuto senza pensare a niente, senza impegni da programmare, persone da incontrare...