11 gennaio 2026

Siate ribelli, siate grati

Ormai ogni giorno dell'anno c'è una ricorrenza.
Facendo un po' di sana retrotopia (termine che unisce le parole retro per indicare il passato e utopia per indicare una società ideale, quindi un modo figo per dire "ah quanto era bello prima"), facendo un po' di sana retrotopia, dicevo, potremmo dire che prima si festeggiavano solo la mamma, il papà, le donne e le Forze Armate. Poi si sono aggiunti i nonni, gli alberi, fino ad arrivare alla neve (16 gennaio), la carbonara (6 aprile), le ostriche (5 maggio), le emoji (17 luglio), lo squash (18 ottobre) e chi più ne ha più ne metta.

Oggi  - ho scoperto - si celebra la giornata mondiale del grazie: ovviamente la mia mente è andata subito ad una delle serie più geniali che la mente umana possa aver partorito, ovvero Boris (e se non l'avete vista, mollate tutto e rimediate immediatamente) in cui si celebrava una fantomatica festa del grazie (qui potete vedere la scena di cui parlo).
Ma mi sono ricordato anche di aver scritto un post a riguardo.
L'ho riletto e - miracolo - sono ancora d'accordo con quello che ho scritto più di due anni fa.
Un record per me ho qualche problema di incompatibilità con l'essere coerente.
Ve lo ripropongo perché credo fermamente che in una società fatta di uomini che non devono chiedere mai e di persone che credono che la maleducazione sia dimostrazione di personalità, una persona che ti ringrazia sorridendo e guardandoti negli occhi abbia ancora un potere immenso e stia facendo un vero gesto rivoluzionario.


L'unica cosa che è cambiata rispetto al post è che, questa volta, il Natale è già passato, lasciandomi più o meno illeso.
E provo un'infinita gratitudine anche per questo.

Gabriella Ferri, Grazie alla vita

Nessun commento:

Posta un commento

Siate ribelli, siate grati

Ormai ogni giorno dell'anno c'è una ricorrenza. Facendo un po' di sana retrotopia (termine che unisce le parole retro  per indi...