Canzoni che non hai scritto tu perché non sapresti farlo.
Canzoni che, magari, non parlano di te, ma parlano a te.
Una di queste è "Mattone" di Angelica Bove.
di non accontentarsi pur di rimanere insieme da fuori
Quante volte ci facciamo condizionare da ciò che dicono gli altri, da ciò che si vede di noi da fuori? Quante volte rimandiamo il nostro stare bene per paura della solitudine?
Noi ci somigliamo come i cani coi padroni
Ma non ci capiamo come figli e genitori
È la consuetudine che fa sì che i cani somiglino ai padroni ma è anche ciò che rende simili le persone che si amano. Questa consuetudine, però, non riesce ad evitare che l'incomunicabilità che è propria di qualunque rapporto umano, anche quello più naturale, quello tra genitori e figli.
Mi prendo un altro po'
Troppe informazioni che mi confondono
Troppe informazioni che mi confondono
Coltivare il silenzio in un'epoca di sovraffollamento di stimoli è un atto di ribellione ma è anche ciò che ci può salvare, anche se fa paura.
Quanta pioggia ancora cadrà
Per un po' di pace in queste giornate
So che prima o poi passerà
L'ha detto il dottore che mi devo abituare
A stare male in modo normale
Come tutte le altre persone
A stare male in modo normale
Come tutti gli altri
E ritornare a vivere
Per un po' di pace in queste giornate
So che prima o poi passerà
L'ha detto il dottore che mi devo abituare
A stare male in modo normale
Come tutte le altre persone
A stare male in modo normale
Come tutti gli altri
E ritornare a vivere
Mi devo abituare a stare male in modo normale. La frase mi ha colpito, diretta come un pugno in pieno viso. Qual è il modo normale per stare male? Davvero esiste una normalità del dolore? Forse un dolore composto, che non crea disturbo agli altri, che possiamo sfogare solo quando siamo soli? E che dolore è quello che non trova una via per esprimersi? Ritornare a vivere si può, con una nuova consapevolezza che deriva proprio da quel dolore.
Dicono che per odiare serve litigare
Servono parole dette bene
Io che mi ritrovo sempre a dire cattiverie
Fino a tre non riesco mai a contare
Perdo la pazienza come perdo le occasioni
Sono treni così lontani
Servono parole dette bene
Io che mi ritrovo sempre a dire cattiverie
Fino a tre non riesco mai a contare
Perdo la pazienza come perdo le occasioni
Sono treni così lontani
Quanto è difficile litigare: è faticoso quasi quanto amare. Contare fino a tre, non farsi trascinare dalla rabbia, non perdere la pazienza richiedono uno sforzo che andrebbe riservato a poche persone, le stesse verso cui si prova amore. Altrimenti è uno spreco di energie.
Aspetto ancora un po'
Troppe direzioni possibili
Troppe direzioni possibili
Perdersi e ritrovarsi: un percorso continuo, labirintico che ci porta talvolta su strade già battute, altre volte su strade di cui non sospettavamo neppure l'esistenza. Perdersi per ritrovarsi. Magari nuovi, magari diversi da come credevamo di essere.
Dicono che porto un peso
Che per me è un mattone
Ma un mattone serve a costruire
Che per me è un mattone
Ma un mattone serve a costruire
La sofferenza è un peso, ma non è fine a se stesso: la sofferenza va accolta perché, non sempre ma spesso, è ciò che ci permette di costruire e di costruirci, anche quando intorno e dentro di noi ci sono solo macerie.
Angelica Bove, Mattone
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