Mi risuona ancora nelle orecchie il jingle sparato a tutto volume nelle cuffie.
1998: per me, giovane studente in lettere classiche, si aprono le porte di una radio locale.
Inizio leggendo le previsioni del tempo rubate da qualche giornale, passo poi a declamare con aria ispirata l'oroscopo (su cui facevo una disperata operazione di taglia e cuci dato che avevo a disposizione solo degli oroscopi giornalieri che improvvisamente dovevano diventare settimanali) fino a quando non faccio il grande salto: tutti giorni in diretta, dalle 18 alle 20, insieme a Loris a dire cose.
Letteralmente a dire cose perché non ci si preparava niente, leggevamo le notizie dal Televideo o dalle riviste di gossip, fornivamo informazioni di traffico assolutamente non in tempo reale e nell'angolo intitolato "Le canzoni da dimenticare" - di cui sono l'orgoglioso inventore - davamo spazio a canzoni come "Skizzo skizzo" di Jo Squillo.
In tutto questo, nelle pause musicali, ricordo ancora che cercavo di preparare il temutissimo esame di Letteratura greca 1 con l'intero primo libro delle "Storie" di Erodoto da tradurre. Chi ci è passato sa di cosa sto parlando.
Poi, finita quella stagione, il nulla.
Ho preso una strada diversa, ho studiato, mi sono laureato, specializzato, ho iniziato ad insegnare.
Ma quel sogno è rimasto lì: come un bacio dato alla persona di cui sei innamorato e che non sai se rivedrai ancora - ma in fondo ci speri sempre ed è quella speranza a tenerti vivo.
E poi.
E poi capita che un giorno, in maniera totalmente inattesa, scopri che qualcuno legge il tuo blog, lo apprezza e te lo dice (cosa rara, perché solitamente per calcolo o per pudore non si è mai propensi a mostrare apertamente la propria approvazione per gli altri) e vorrebbe coinvolgerti in un progetto radiofonico.
La radio, il mio grande amore messo da parte perché nella vita ad un certo punto senti di dover scegliere una strada e mantenerti coerente.
La radio, quella che spesso mi trovo a simulare in macchina quando, ascoltando canzoni improponibili a volumi altrettanto improponibili, annuncio e disannuncio pezzi con la voce impostata da speaker anni '80, tipo Claudio Cecchetto.
La radio, lo strumento di comunicazione che prediligo perché in un mondo di immagini dà spazio alla parola.
Sono confuso? Sì. Sono felice? Sì.
Me la sto facendo sotto? Assolutamente sì, soprattutto perché, per continuare la similitudine di prima, è come se avessi ritrovato la persona di cui sono innamorato - e che non speravo di ritrovare, persa in mezzo a milioni di altre persone - e avessi scoperto che l'amore è sempre lì, nonostante il tempo e le difficoltà.
Ma ora, giustamente, il temerario che è arrivato a leggere fino a questo punto, potrebbe chiedersi cosa vado a fare lì. E chi sono io per non premiarlo per questo sacrificio?
Chi mi conosce lo sa: tra le grandi passioni della mia vita ci sono le lingue ugrofinniche, la cucina in lavastoviglie e il lifestyle.
Bocciati i primi due argomenti perché è difficile trovare un finlandese a Firenze e perché mi hanno spiegato che i programmi di cucina in radio funzionano poco, non è rimasto che il terzo, di cui sono il massimo esperto riconosciuto nell'ascensore di casa (e a casa non ho un ascensore).
Cialtronate a parte, Controradio - una bella e consolidata realtà fiorentina - ospiterà me che, insieme a due persone che la radio sanno farla, ovvero Viola e Pierluigi, parlerò di moda e di lifestyle ovviamente a modo mio, cercando connessioni con musica, cinema, arte, letteratura, in pratica con ciò di cui cerco di nutrirmi ogni giorno, al netto dei veleni della vita quotidiana.
Venti minuti, dalle 15.35, una volta a settimana a partire dal 10 aprile e ogni giovedì fino a metà luglio (se non schianto prima).
Se siete a Firenze o in Toscana, sapete come ascoltare questa radio.
Se siete fuori dal Granducato (e questo mi crea dispiacere per voi), potete ascoltare la radio in diretta streaming cliccando qui.
Se giustamente alle 15.35 di giovedì pomeriggio lavorate (ah, questa plebe che non riesce a vivere senza lavorare), ci sarà anche il podcast che vi raggiungerà in ogni dove, anche quando non lo vorrete.
Paura, dicevo prima, ma anche tanta gratitudine: per chi ha creduto in me, per chi mi sta permettendo di fare questa esperienza, per le pochissime persone con cui ho condiviso già da tempo questo segreto - così bello che solo a parlarne sembrava di rovinarlo - e per voi che tutte le settimane leggete queste righe, facendomi sentire meno solo nei miei deliri.
Mi impegnerò a fare del mio meglio e, se vi annoierò, credete che non s'è fatto apposta (cit.)
The Cranberries, Dreams