01 febbraio 2026

Segnalati

"La Scuola [...] attua il principio d'una cultura del popolo, ispirata agli eterni valori della razza italiana e della sua civiltà".
Correva l'anno 1939 e l'allora ministro dell'Educazione Nazionale Giuseppe Bottai elencava in un documento chiamato "Carta della Scuola" i "principi, fini, metodi della scuola fascista", il primo dei quali era quello riportato poco più su. 
La scuola ispirata ai valori della razza italiana e della sua civiltà. È questo, forse, che avevano in mente i promotori dell'iniziativa di segnalazione dei docenti di sinistra che tanto clamore ha suscitato in questi giorni? Segnalare chi sottolinea la matrice antifascista della Costituzione italiana? O chi evidenzia che certe scelte attuate dal governo in carica richiamano posizioni che solleticano i nostalgici del Ventennio?
E qual è lo scopo di queste segnalazioni? Intimidazione, certo, ma anche voglia di dimostrare che, in questo preciso momento storico, c'è una sorta di impunità per coloro che propongono liste di proscrizione in cui inserire coloro che la pensano in maniera diversa dagli attuali governanti.
Partiamo da un presupposto: la scuola non fa politica, la scuola è politica.

La scuola è politica nel senso che ha il compito di formare cittadine e cittadini della polis, dello Stato. E come può avvenire la formazione senza una riflessione critica sul passato e sul presente? 
Una cosa è fare proselitismo, imporre ideologie, fare politica; altro è provare a ragionare sul presente anche sfruttando le conoscenze del passato, per rendere palesi gli inganni, il non detto, le bugie che qualunque propaganda politica porta con sé.
Devo essere segnalato se, leggendo la Germania di Tacito, dico che, diversamente da quanto hanno sostenuto i nazisti, i Romani non erano affatto ammirati dalla purezza della razza germanica, legata, secondo loro, al fatto che nella Foresta Nera non voleva andarci nessuno? E se dico che quei Romani, il cui impero era al centro del Mediterraneo, individuavano il proprio capostipite in Enea, un asiatico, profugo e sconfitto ed erano consapevoli che le migrazioni erano un elemento di arricchimento, arrivando anche a teorizzare l'uguaglianza di tutti gli uomini, schiavi e liberi, romani e stranieri?
Devo essere segnalato se, rimanendo nel mondo classico, sottolineo il fatto che la frase ubi solitudinem faciunt, pacem appellant (fanno un deserto e lo chiamano pace) con cui, sempre in Tacito, viene denunciato l'atteggiamento dell'Impero romano che devasta la Britannia, non può non ricordare l'atteggiamento del presidente degli Stati Uniti, la sua estrema violenza e la boria che lo portano a desiderare per sé il Nobel per la pace?

La scuola deve essere palestra di dialettica: una delle prime cose che insegno alle mie alunne e ai miei alunni è proprio questa, ovvero alzare la mano quando qualcosa non li convince nelle mie parole.
Nessuno ha la verità assoluta in tasca - o almeno io sono sicuro di non avercela - e questo può e deve spingere al confronto e all'espressione delle proprie opinioni; quando vedo una mano alzata in classe (e non è per chiedere di andare in bagno, come avviene nel 95% dei casi) e mi sento dire non sono d'accordo provo un profondo moto di orgoglio. Orgoglio perché, almeno in minima parte, sono riuscito a scardinare l'idea che i professori hanno il coltello dalla parte del manico e quindi non è conveniente esprimere un'opinione diversa dalla loro; orgoglio perché per spingere qualcuno ad esprimere una propria idea significa che questa persona prova interesse nei confronti di ciò di cui si sta parlando in quel momento (e credo che il vero cancro della società sia proprio la mancanza di interesse). Oltre all'orgoglio, provo anche un po' meno sfiducia nel futuro quando sento ragazze e ragazzi - non tutti e non sempre, sia chiaro - che riescono ad argomentare la propria idea - divergente o critica quanto si voglia rispetto alla mia o a quella più diffusa - in maniera costruttiva, evitando frasi del tipo tu sostieni un'idea diversa dalla mia perché non capisci niente.

Se è questo che va segnalato, segnalatemi pure. Le mie generalità le conoscete. 

Caparezza, Avrai ragione tu

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